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giovedì 2 dicembre 2010

IL NOSTRO DOMANI

DOCUMENTO PROGRAMMATICO
DEL PARTITO DEMOCRATICO DI PONTEDELLOLIO

Il metodo di lavoro
Crediamo nel metodo della partecipazione, e assegniamo alla partecipazione un valore che va ben oltre il semplice dovere formale imposto – a volte – dalle normative vigenti.
Secondo noi, infatti, la partecipazione non è semplicemente una questione di procedure e, men che meno, una moda degli ultimi anni destinata a compiacere cittadini particolarmente invadenti.
Si tratta invece di un differente approccio al governo della cosa pubblica, dei beni di tutti, in cui il coinvolgimento non è il fine, ma uno strumento per definire decisioni migliori e maggiormente condivise, con risultati reali di cambiamento (o meglio, di miglioramento) per ciascuno.
Non è un caso se anche a Ponte dell’olio si registra una generale crisi degli strumenti democratici ed emerge una tendenza che punta non a governare la complessità sociale, economica e istituzionale con strumenti più raffinati ma a tagliare corto, a dare maggiore voce non ai cittadini ma a chi li governa.
Noi siamo invece convinti che la complessità dei problemi socio-economici e ambientali richieda risposte diversificate (gestionali, tecniche, normative, economiche, sociali, culturali) e che la crisi della rappresentanza politica e delegata, oltre che la sfiducia nelle istituzioni rispetto ai processi decisionali, impongano maggiori sforzi se non addirittura nuove soluzioni di negoziato sociale.
Siamo convinti che la domanda di un maggiore protagonismo e impegno individuale ed il relativo desiderio di intervenire, così come la nascita di nuove forme di organizzazione del volontariato sociale, del no-profit e di
iniziative di cittadinanza attiva sul territorio siano fenomeni da coltivare con grandissimo impegno, non da temere ed allontanare.
Per questa ragione abbiamo elaborato un metodo di lavoro che è poggia su alcuni cardini:
  • una maggiore informazione, educazione, formazione e una migliore conoscenza dei temi oggetto di discussione e delle loro implicazioni pratiche
  • la nascita di un forte senso di identità, appartenenza e co-responsabilità dei cittadini verso la loro comunità e una maggiore condivisione rispetto ad obiettivi di sostenibilità
  • lo sviluppo delle capacità, delle competenze e delle conoscenze delle persone coinvolte per promuovere e gestire progetti autonomamente, che significa un investimento sul capitale umano-sociale della nostra comunità locale, creando la consapevolezza dei cittadini sui problemi e sulle possibili soluzioni in un’ottica di sviluppo sostenibile
  • un maggiore dialogo tra e con i cittadini di Ponte dell’Olio e, di conseguenza, una maggiore legittimazione e fiducia (con eventuali collaborazioni tra diversi soggetti)
  • la consapevolezza della complessità, e le implicazioni da considerare nel governo della comunità locale, la conoscenza delle relazioni tra aspetti economici, sociali ed ambientali e la possibilità di costruire prospettive più articolate e di valorizzare la diversità socio-culturale di una comunità
  • la necessità di prevenire futuri conflitti, generati da quanto prodotto oggi, in questa importantissima fase di decisioni

Operativamente, quindi, abbiamo scelto, per prima cosa, di registrare le valutazioni e le preoccupazioni, ma anche le intuizioni e le idee dei cittadini.
Lo abbiamo fatto in maniera formale, attraverso un incontro aperto alla popolazione tutta ed un questionario che abbiamo distribuito ad alcune decine di pontolliesi.
Queste persone sono state individuate in base al criterio della rappresentatività, perché volevamo che il campione fosse adeguatamente significativo rispetto alle differenze che compongono la nostra comunità (come tutte, in realtà).
Per questa ragione abbiamo cercato persone di età, cultura e professioni differenti, e queste persone – accettando il nostro invito – ci hanno restituito un cospicuo capitale di informazioni.
Ora, queste informazioni sono state opportunamente ordinate ed inserite nel seguente documento, diventando così un vero e proprio strumento di pressione. Attraverso questa leva, noi chiederemo all’Amministrazione Comunale di riconsiderare alcune scelte tenendo realmente conto delle necessità e della volontà della popolazione.

Nello stesso tempo, ci siamo occupati di informare – inizialmente addirittura al posto dell’amministrazione -  la popolazione sulla materia che disciplina la gestione del territorio e sui contenuti del piano attualmente proposto. Il tutto con uno stile acritico e distaccato, così come si addice al compito vero dell’informazione stessa.
Solo una volta distribuite al meglio le notizie abbiamo aggiunto le nostre opinioni, e questo per dimostrare il senso di responsabilità che ci appartiene ma anche i reali obiettivi del nostro lavoro.
ano relazionale

 

 

La situazione di oggi

Non si può partire per progettare il futuro senza aver cercato di comprendere il passato e il presente. All’interno del PSC il quadro conoscitivo mira ad inquadrare la situazione sociale, economica, …per poi comprendere le evoluzioni future. E’ proprio nella redazione del quadro conoscitivo che può inserirsi  efficacemente un percorso partecipativo che coinvolga i cittadini nel delineare il proprio giudizio rispetto allo sviluppo avuto dal paese negli ultimi anni e sulla situazione attuale in particolare rispetto ai principali servizi e alle principali strutture a disposizione della cittadinanza. Rispetto allo sviluppo l’indagine condotta evidenza l’opinione diffusa e da noi condivisa che lo sviluppo residenziale sia stato negli ultimi anni eccessivo. Anche a causa della crisi economica, molti sono oggi i nuovi vani costruiti e non ancora abitati cui si aggiungono le numerose abitazioni vuote in particolare nel centro storico. E’ necessario un rilievo puntuale delle quantità esistenti, mediante un grande lavoro di rilevo puntuale del territorio urbanizzato, rurale e urbanizzabile.
Il vigente PRG permette ancora oggi una espansione territoriale residenziale molto importante, di circa 1000-1500 abitanti teorici, tutto questo in forte contrasto con le proiezioni demografiche attuali.

 Viceversa riteniamo che non sia stato adeguato lo sviluppo economico del nostro paese: in primo luogo si ritiene si sia sviluppato in modo assolutamente insufficiente il comparto turistico, in seconda battuta quello artigianale/industriale.
Dal punto di vista della viabilità la nostra opinione rafforzata dai risultati delle indagini svolte è che la viabilità veicolare sia tutto sommato accettabile con eccezione importante per il traffico sulla borgata considerato problematico. Viceversa è opinione diffusa che la viabilità pedonale e ciclabile sia pericolosa sia all’interno del paese e in particolare ancora una volta sulla borgata sia nel collegamento tra le frazioni. La situazione dei parcheggi appare buona eccezion fatta per le scuole elementari. I collegamenti con la città sono, come ben sappiamo, piuttosto problematici a causa di una strada sovraccarica, che attraversa numerosi paesi.
Rispetto alle strutture e ai servizi la maggiore criticità è secondo noi rappresentata dalla carenza di strutture ed opportunità per i giovani intesi soprattutto come luoghi di aggregazione, e in misura minore per anziani e bambini. Altra nota dolente ci sembra siano i servizi alle famiglie.
Per quanto riguarda sicurezza, ambiente e paesaggio che consideriamo importanti beni del nostro paese, riteniamo che la situazione di Pontedell’Olio sia da considerarsi ancora accettabile dal punto di vista della sicurezza ma peggiorata dal punto di vista della qualità dell’ambiente e del paesaggio.


 

 

Le opportunità per il domani


Dalla lettura del documento preliminare presentato dall’amministrazione appare evidente come una delle linee guida sia quella di puntare allo sviluppo anche dimensionale del paese.
La nostra indagine ci ha rafforzato nella convinzione che il “bene” di Pontedell’Olio non passi attraverso la crescita dello stesso. E’ necessario un rilievo puntuale delle quantità esistenti, mediante un grande lavoro di rilevo puntuale del territorio urbanizzato, rurale e urbanizzabile. Il vigente PRG permette ancora oggi una espansione territoriale residenziale molto importante, di circa 1000-1500 abitanti teorici, tutto questo in forte contrasto con le proiezioni demografiche attuali. In particolare mentre nel documento preliminare il focus e l’attenzione sono evidentemente sull’individuazione di nuove aree residenziali, noi riteniamo che le priorità del PSC dovrebbero essere anzitutto (in ordine di importanza):
  1. la tutela del paesaggio e dell’identità culturale del nostro paese
  2.  l’individuazione dei servizi necessari e la progettazione di nuovi spazi sociali comuni
  3. il recupero e la riqualificazione delle aree/edifici strategici del paese
  4. lo sviluppo economico del paese, la riduzione del pendolarismo in uscita, la creazione di nuove opportunità per i giovani
  5. la viabilità
  6. il residenziale


Le priorità del PSC

   La tutela del paesaggio e dell’identità culturale
Tra i “beni” percepiti come più importanti per Pontedell’Olio riteniamo ci siano la bellezza del paesaggio, l’identità culturale e la coesione sociale. Il Borgo, su cui si affacciano le botteghe, i luoghi di scambio e di mercato, le case tutte vicine, i bar luoghi di ritrovo è da sempre la rappresentazione di una comunità che sta unita, in una piccola dimensione, dove tutti possono riconoscersi ed incontrarsi.
Così come la bellezza naturale e paesaggistica di un centro abitato che sorge tra torrente e colline è indubbiamente un patrimonio da preservare e valorizzare con perizia e continuità.
I principali aspetti di cui riteniamo il PSC dovrebbe occuparsi riguardano:
1.       il monitoraggio e la valorizzazione del torrente Nure
2.       l’incentivazione del recupero dei fabbricati del centro storico, degli interventi per il risparmio energetico degli edifici, della produzione di energie da fonti rinnovabili
3.       il monitoraggio e la prevenzione del dissesto idrogeologico

  L’individuazione dei servizi necessari e la progettazione di nuovi spazi sociali comuni
Riteniamo non corretto che il PSC entri in un dettaglio così spinto nella progettazione residenziale mentre posticipi al POC l’individuazione dei servizi. I servizi e gli spazi per la socialità sono l’anima del paese e non devono essere trattati come secondari.
Già oggi, senza l’espansione residenziale auspicata dall’amministrazione, alcuni ambiti ci sembra meritino maggiore attenzione:

I nostri giovani necessitano spazi di aggregazione alternativi ai bar in cui possano trovarsi, studiare, autogestirsi, organizzare feste, organizzare insieme un appuntamento informativo o culturale, sperimentare la gioia e la responsabilità di far parte di una comunità. Mentre infatti appare buona l’offerta in termini di attività sportive, non si può dire altrettanto per quel che riguarda le attività culturali.
Un polo culturale in cui raccogliere biblioteca comunale, una mediateca ed un auditorium/teatro al servizio di cittadini, associazioni e comitati potrebbe trovare spazio in una o in entrambe le aree che riteniamo strategiche e attualmente dismesse a Pontedellolio: il complesso di fabbricati compreso tra le Fornaci e la chiesa di S.Rocco (già di proprietà comunale) e l’area TEVI.
Crediamo che una struttura come questa sia una necessità avvertita da pressoché tutte le associazioni del paese per questo riteniamo che la sua realizzazione dovrebbe essere un obiettivo centrale del PSC.
Il reperimento delle risorse necessarie potrebbe avvenire tramite il meccanismo della perequazione edilizia e attraverso l’attivo coinvolgimento di tutte le associazioni del paese interessate alla sua realizzazione.

Le famiglie: se vogliamo che il Pontedell’Olio non invecchi progressivamente e si spenga lentamente dobbiamo incentivare le famiglie a rimanere sul territorio. Questo obiettivo passa attraverso il lavoro (in particolare femminile), i servizi, il sostegno alla natalità, l’aiuto nella cura ai soggetti più deboli siano essi bambini o anziani, la fiscalità, il sostegno alle associazioni familiari operanti sul territorio. In particolare questa attenzione deve declinarsi nel PSC nell’attenzione ai servizi scolastici /scuole primaria e secondaria, asilo, nido). In particolare per quest’ultimo riteniamo debba essere quantomeno rivista la quota di posti privati e convenzionati riservati alle famiglie di Pontedell’Olio e in seconda battuta valutata la necessità di espansione della struttura.



   il recupero e la riqualificazione delle aree/edifici strategici del paese
Nel nostro paese abbiamo diverse aree che riteniamo strategiche e di cui riteniamo il PSC non possa non occuparsi:
1.       area Fornaci: abbiamo appreso dal piano triennale delle opere pubbliche le intenzioni di questa amministrazione rispetto a questi spazi ora di proprietà comunale: non siamo d’accordo sulla scelta di cedere gran parte di questi spazi perdendone la proprietà. Crediamo che questa zona, adiacente alla borgata e  alla nuova Piazza delle Fornaci, così centrale rispetto al paese e alla sua vita, acquisita con sacrificio alla proprietà comunale debba rimanere totalmente di sua proprietà
2.       area TEVI: è un’area a nostro avviso strategica, collocata vicino ad una zona importate per la vita sociale del paese: il centro sportivo, la palestra, il laghetto dei pescatori. Riteniamo che il PSC non possa e non debba ignorare quest’area e progettare la sua riqualificazione. Questa è un area che si presta benissimo ad essere trattata con la perequazione edilizia. Uno dei capannoni potrebbe essere recuperato per lo spazio auditorium.
3.       piscina: occorre prendere una decisione forte rispetto al recupero della piscina esistente o alla sua costruzione ex novo. Noi riteniamo sia preferibile il recupero del manufatto esistente con il coinvolgimento del comune di Vigolzone per la realizzazione di una strada di accesso dal Bagnolo.
4.       lungo Nure
5.       ex comune: edilizia residenziale pubblica?
6.       Piazza I° Maggio

   Il lavoro: come ridurre il pendolarismo in uscita e creare nuove opportunità per i giovani (turismo, …)
Noi non vogliamo che Pontedell’Olio muoia. Non vogliamo che il suo destino sia quello dei tanti paesi di montagna che vediamo pian piano spopolarsi e in cui il tasso di anzianità raggiunge livelli elevatissimi. Vogliamo un paese in cui i giovani possano decidere di fermarsi perché vi possono trovare lavoro. La famiglia deve essere al centro del welfare di Pontedell’Olio. Politiche temporali che allineino gli orari dei servizi a quelli lavorativi delle aziende del territorio, servizi scolastici adeguati alle necessità, incentivi alla natalità. Se non lavoriamo in tal senso rischiamo che dopo la generazione numerosa e anziana che oggi abita Pontedell’Olio non ci sia più nulla…..altro che nuove aree residenziali. Dare alle generazioni future maggiori prospettive in termini occupazionali significa mettere questo paese nella condizione di produrre ricchezza Siamo consapevoli che il pubblico non riesca in maniera se non marginale ad incidere sugli aspetti imprenditoriale ma questo aspetto e centrale e non deve essere abdicato.
I nostri suggerimenti riguardano:

Economia dei servizi. Pontedellolio ha tutte le carte in regola per poter diventare “il paese del benessere e dei servizi alla persona”. Dall’altro sfruttando un’ulteriore preziosa risorsa già presente nel nostro Comune che può diventare il fiore all’occhiello di Pontedellolio: la Clinica S.Giacomo, centro all’avanguardia nel settore della riabilitazione, in cui giungono pazienti da ogni angolo della penisola. 
Le attività che possono essere svolte in stretta correlazione all’attività della Clinica costituiscono un enorme potenziale che fino ad oggi nessuno ha preso seriamente in considerazione.
Sfruttare questo potenziale significherebbe dar vita ad un polo sanitario attrezzato e innovativo, che crea ricchezza e occupazione, motivo di prestigio per la nostra comunità. E ciò può avvenire soltanto incentivando quell’insieme di attività e servizi che ruotano o che potrebbero ruotare nell’orbita della Clinica S. Giacomo.

Biologico,  filiera corta, agroalimentare un potenziamento del settore agro-alimentare, sostenedo le realtà già collaudate del nostro territorio: in particolare salumifici e aziende vitivinicole.

Turismo. Incentivare in maniera sensibile ed oculata attività di natura turistico-ricreativa che possano attirare chi nel fine settimana o durante la bella stagione fugge dal caos delle grandi città per rifugiarsi in un’oasi di pace e tranquillità.

Un paese dunque a misura di famiglia, capace di sfruttare la cornice naturale che lo circonda, specialmente attraverso una maggiore valorizzazione del torrente Nure (ad esempio con la realizzazione di un percorso ciclo- pedonale in corrispondenza dell’argine).

Appare inoltre indispensabile la creazione di un tavolo di lavoro permamente tra Amministrazione commercianti che consenta di pianificare e gestire con sincronia ed efficienza quegli eventi ed appuntamenti che periodicamente animano il nostro paese.

Sostenere le imprese esistenti. I prezzi dei terreni, poco competitivi rispetto al mercato, e le numerose criticità che il nostro territorio presenta, in primis per quel che concerne la viabilità, rendono il nostro Comune decisamente poco appetibile per le imprese.
Anziché cercare di attirare nuovi insediamenti produttivi è assolutamente prioritario lavorare al fianco delle nostre aziende e dei nostri artigiani, di quelle realtà che sono sopravvissute alla crisi ma che necessitano di un sostegno immediato e concreto. Occorre quindi mantenere e potenziare l’industria esistente, garantendo a queste imprese la possibilità di crescere, svilupparsi ed espandersi.


   La viabilità
E’ fondamentale la conservazione e la valorizzazione di quello che è e deve restare fulcro naturale, urbanistico e commerciale del paese; anzitutto con interventi che consentano di decongestionare il traffico di via Vittorio Veneto permettendo a pedoni e ciclisti una più agevole e sicura circolazione. Tra questi di prioritaria importanza appare il completamento del tracciato ex-SIFT. Con la realizzazione di una seconda circonvallazione sarà sicuramente più concreta la possibilità di far defluire il traffico del centro del paese sulle due arterie esterne.

L’argine del nostro torrente offre inoltre una straordinaria possibilità: la sponda del Nure corre da Riva fino a Folignano, passando per Ponte. Realizzare un percorso ciclo-pedonale in corrispondenza dell’argine vorrebbe dire non solo poter vivere un nuovo rapporto col fiume e col nostro ambiente, ma anche consentire alle biciclette di poter attraversare l’intero Comune in sicurezza e tranquillità, lontani da traffico e smog.



   La dimensione (limitare le aree residenziali, identità culturale, note per la progettazione delle (poche) nuove aree residenziali e il recupero dell’esistente. La perequazione. La progettazione eco-sostenibile
Questo paese non ha certo bisogno di una dozzina di nuove aree residenziali, che andrebbero ad incrementare ulteriormente il già eccessivo sviluppo residenziale degli ultimi anni. Nulla giustifica un incremento simile; visto anche il numero di immobili sfitti, vuoti e da ristrutturare del nostro centro abitato.
Riteniamo che Pontedell’Olio debba puntare su uno sviluppo di qualità che privilegi il recupero dell’esistente alla costruzione ex novo, che preservi l’identità culturale e paesaggistica del paese e delle frazioni, che incentivi concretamente gli interventi di recupero, di produzione di energia da fonti rinnovabili.
Questo secondo noi significa:
·        Incentivare il recupero dell’esistente sia in paese che nelle frazioni. Attenzione particolare all’area ex TEVI.
·        Limitare le nuove aree edilizie in paese e nelle frazioni
·        Incentivare gli interventi di risparmio energetico e produzione di energia da fonti rinnovabili soprattutto solare e fotovoltatico sui tetti
·        Utilizzare lo strumento della perequazione e modificare le regole di gestione degli standard urbanistici per acquisire spazi pubblici significativi per i servizi e per il verde. Le aree deputate ai servizi devono essere individuate con la stessa precisione con cui vengono individuate le aree residenziali.
·        Progettare le diverse aree residenziali (siano esse recuperi i nuove lottizzazioni) secondo le esigenze della popolazione fissando gli indici e prerequando tra le aree con indici più bassi e più alti in modo da ottenere uno sviluppo armonioso del paese e rispondente alle richieste (anziani, famiglie numerose, giovani coppie, single ecc)

Per quanto riguarda l’utilizzo diffuso delle energie rinnovabili là dove gli incentivi non siano sufficienti è assolutamente necessario obbligare i cittadini a muoversi in questa direzione, mediante l’adozione di appositi strumenti legislativi; imponendo rigidi criteri e parametri da rispettare già in fase di realizzazione degli immobili in costruzione e obbligando i proprietari degli edifici esistenti, specialmente le imprese, a dotarsi di impianti produttivi di energia da fonti rinnovabili, soprattutto solare e fotovoltaico.